More share buttons
Share with your friends










Inviare
Vuoi JARVIS?
Basta un click!

Testare un atleta: test da campo o in laboratorio?

  14 dicembre 2015

Testare un atleta si può affermare sia indispensabile per diversi motivi. Il primo ci consente di quantificare le sue potenzialità e le sue qualità atletiche, il secondo per impostare una corretta preparazione fisica ed il terzo per verificare e monitorizzare l’efficacia dell’allenamento e le variazioni della condizione fisica.

Per farlo abbiamo a disposizione numerosi test sia in funzione di quale qualità atletica vogliamo testare, sia per la complessità, la quantità di parametri valutati.

Oggi grazie alla moderna tecnologia una differenza così netta fra test da campo e da laboratorio non esiste. Esistono apparecchiature molto sofisticate utilizzabili anche mentre l’atleta svolge il suo gesto nel suo ambiente. Tuttavia una distinzione fra i due tipi di test deve essere mantenuta perché si possono considerare uno l’integrazione dell’altro.

Una volta il test da campo si serviva di strumenti semplici come cronometri e metri. Si misurava la lunghezza di un salto in alto od in lungo, il tempo per percorrere un tratto di strada in pianura od in salita. Al termine si contavano le pulsazioni al polso o al giugulo per 10-15-20 sec per sapere la frequenza cardiaca raggiunta. Abalakov aveva ideato un semplice test per valutare l’elevazione: l’atleta eseguiva un salto e con un gessetto faceva un segno su di un muro il più in alto possibile. Il test è evoluto ed oggi si usano sensori ottici in grado di valutare sequenze di salti e di misurare tempi di volo e di contatto e l’elevazione. Cosi come oggi esistono i cardiofrequenzimetri da polso alla portata di tutti per i costi ormai contenuti. Esistono anche i metabolimetri portatili come gli elettrocardiografi che via etere comunicano ad un pc, tablet.

Quest’ultimi a parte la complessità di utilizzo, hanno prezzi e costi non indifferenti oltre ad essere utilizzabili in presenza di personale medico.

Per questo ritengo che oggi la distinzione debba sempre essere fatta, ma non in considerazione dei parametri misurati, ma dalla semplicità, facilità di esecuzione e costi di un test da campo. Test sofisticati in laboratorio una, due volte all’anno ed in caso di comportamento anomali dell’atleta e semplici test da campo da eseguire frequentemente per non perdere mai di vista il nostro atleta, anche trimestralmente.

Per l’esecuzione di un test da campo possono essere sufficienti un percorso noto, un cronometro, un cardiofrequenzimetro. Un po’ più sofisticati apparecchi per misurare l’acido lattico capillare, non diversi dai più noti misuratori della glicemia utilizzati da anni dai diabetici per effettuare auto misurazioni.

Apparecchiature per misurare ventilazione, consumo di ossigeno, produzione di anidride carbonica ritengo debbano essere utilizzate prevalentemente in laboratorio oppure sul campo per studi, ricerche ed in casi particolari.

Il test in laboratorio inoltre, eseguito da personale medico, è anche l’occasione per valutare le condizioni di salute e non solo la condizioni atletiche.

Sullo stesso argomento: