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Coach Antonio Serratore: “Il Paratriathlon mi ha cambiato la vita!”

  11 luglio 2018

Chi l’ha detto che i giovani non hanno voglia di fare nulla? Antonio è un ragazzo di 26 anni e ha dalla sua una grande esperienza in ambito in sportivo. Tecnico, Coordinatore del settore giovanile ed Age Group della 707team (giovane società sportiva con grandi ambizioni), dal 2018 è nello staff tecnico della Nazionale Italiana di Paratriathlon e tecnico dell’atleta Veronica Yoko Plebani, giovanissima paratleta specializzata nella canoa, snowboard e triathlon, con risultati importanti in tutte le discipline!

Ciao Antonio e complimenti prima di tutto. A dispetto della tua giovane età hai già curriculum di tutto rispetto. Qual è stata la tua formazione fino ad ora?

Ho una laurea in Scienze Motorie presso l’Università di Brescia ed una Laurea Magistrale in “Scienze e Tecniche dell’attività motoria preventiva ed adattata” conseguita presso lo stesso ateneo. Sono allenatore FITRI 3° livello, Istruttore 2° livello FIN e Personal Trainer CFT2 ISSA. Nel dicembre 2017 sono stato premiato come migliore tecnico lombardo a livello giovanile. Lo sport è il mio lavoro, il triathlon in particolare. Mi sono approcciato a questa disciplina solo quattro anni fa, prima come atleta e poi come allenatore. Quest’anno ho dovuto accantonare l’attività di atleta in quanto l’impegno come allenatore è diventato full time nel seguire tutta l’attività giovanile, il paratriathlon e gli Age Group, e questo è un impegno che richiede molto tempo e un dispendio non indifferente di energie fisiche e mentali che non mi permettono di concentrami sull’allenamento a livello agonistico.

Antonio Serratore | 707team | kids | Fitri | Santini Maglificio Sportivo

Qual è la molla che ti spinge a fare bene il tuo lavoro?

Ho sempre pensato che il destino di una persona lo scriva la persona stessa. Il mio motto è sempre stato: “TESTA, CUORE e GAMBE”, perché solo con questi tre elementi si possono raggiungere gli obiettivi prefissati. Bisogna lavorare con passione, affrontare ogni cosa con il sorriso e mettere l’anima in ogni cosa che si fa. Credo nei miei atleti e cerco di dare loro tutte le possibilità che meritano, provando ad insegnare che nella vita ci sono sogni e opportunità da cogliere, ambizioni da avere e obiettivi da raggiungere, e per tutto ciò non servono solo parole ma un duro lavoro, perché questo è ciò che gratifica e rende grande ogni cosa, piccola o grande che sia.

Con MagneticDays hai un rapporto speciale, essendo con molta probabilità uno dei primi giovani che ha creduto da subito nell’efficacia del nostro Sistema di allenamento. Qual è il tuo pensiero al riguardo?

Ritengo MagneticDays uno strumento molto utile in una programmazione di allenamenti, invernali o estivi che siano, non c’è differenza. E’ preciso ed affidabile, versatile e comodo per l’esigenza del triatleta che può facilmente trasportarlo in ogni luogo di lavoro così come in palestra, ma anche in piscina per l’esecuzione di allenamenti combinati nuoto-corsa, molto utili in questa disciplina. E poi diventa utilissimo per lavorare in maniera mirata con i Watt, Newton ed RPM, e questo è un qualcosa che, se non si dispone di uno strumento così, non può essere riprodotto su strada con gli stessi risultati. Come tecnico, utilizzo MD sia per effettuare test di soglia (molto utili per valutare le condizioni dell’atleta – come Veronica o alcuni giovani per esempio – e “fotografarlo” in quel preciso momento) sia per effettuare allenamenti mirati o specifici sulla singola frazione o in combinato con altre attività. MagneticDays mi ha dato la possibilità di lavorare con uno strumento polivalente dove puoi allenare triatleti, ciclisti e perché no, anche runners!

Che rapporto hai con Veronica? E quali sono i vostri obiettivi?

Con Veronica c’è stata fin dal primo giorno una grande intesa. Il nostro rapporto va oltre quello tra l’atleta e il coach.  Veronica è una grande atleta, forte mentalmente e fisicamente, ma è anche una grande persona, meticolosa sull’alimentazione e molto organizzata nella sua giornata, dagli allenamenti allo studio e allo svago, fino a praticare altre attività oltre il triathlon.. insomma, non si fa mancare niente. I nostri obiettivi non possiamo nasconderli, vogliamo raggiungere la qualificazione alle Olimpiadi di Tokyo 2020 e per fare ciò abbiamo iniziato il nostro percorso di lavoro insieme dall’inizio del 2018 dopo che Veronica ha cominciato a praticare triathlon. Da gennaio ad oggi (6/7 mesi di lavoro) abbiamo raggiunto risultati davvero importanti in termini prestativi in ogni singola disciplina, e questo ha accresciuto la nostra motivazione e la voglia di continuare a lavorare sempre meglio. Le prime gare internazionali di quest’anno proiettano Veronica tra le prime 6 atlete al mondo e questo, in termini di qualifica, è estremamente importante.

Paratriathlon | Fitri | Veronica Yoko Plebani | Marco Bardella | ITU | Triathlon | Arena

Paratriathlon scuola di vita

“Il Paratriathlon – racconta Antonio – è stato per me inaspettato, considerando quella che doveva essere la stagione in arrivo. Ha cambiato un po’ quelli che erano i piani ma mi ha cambiato la vita. È un ambiente motivante che ti fa capire fin da subito il senso che questo sport può dare alla vita delle persone che lo praticano, e che grazie ad esso crescono giorno dopo giorno. Il triathlon, dal mio punto di vista, è uno sport bello e motivante per chiunque ma, il Paratriathlon, per una persona con disabilità fisica, diventa l’ispirazione più grande. La Nazionale è un ambiente giovane, nello staff tecnico c’è grande collaborazione e confronto per il bene dell’atleta e per l’obiettivo comune che si ha, e questa è una condizione molto importante.

Veronica è una forza della natura, mi piace vedere la motivazione che mette ogni giorno nell’allenamento e in tutte le cose che fa. Come dice il mio Presidente, è una guerriera, ha carattere, e quando sei un atleta questo è importantissimo perché ti mette sopra tutto, ti fa sconfiggere le paure, non ti demoralizza ma ti fa crescere. Non ci sono – NO – ma solo risposte attive e concrete. Ecco, una cosa che ho imparato e che mi piace molto è proprio questa, avere carattere e un atteggiamento attivo. Per me, Veronica ma anche tutto il movimento Paratriathlon, è fonte continua di motivazione, così come lo sono tutti i miei piccoli e grandi atleti e le loro famiglie, che spero possano percepire un messaggio positivo non solo di sport ma anche di vita, proprio come una scuola.”

Paratriathlon | Piton | Veronica Yoko Plebani | Kask Cycling | Vision Tech | Vision | Arena | Northwave

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